Casa in classe energetica G - cosa significa e come migliorarla

Cleros Amato .

16 ottobre 2026

Modello di casa con pannelli solari e scala energetica. Classe energetica G: cosa vuol dire per la tua abitazione?

Una casa in classe energetica G richiede in genere più energia per essere riscaldata, raffrescata e mantenuta confortevole rispetto a un’abitazione efficiente. Capire che cosa significa questa valutazione aiuta a leggere correttamente l’APE, stimare i possibili costi e scegliere gli interventi che possono migliorare davvero l’immobile, senza confondere la classe con il valore delle bollette.

La classe G indica una prestazione energetica molto bassa

  • G è la classe meno efficiente nella scala italiana, che va da A4 a G.
  • Non indica un consumo identico per tutte le case, perché il risultato dipende dall’EPgl,nren e dall’edificio di riferimento.
  • Le cause più frequenti sono scarso isolamento, infissi vecchi e impianti inefficienti.
  • La classe G non vieta automaticamente la vendita o la locazione, ma l’APE deve essere disponibile nei casi previsti.
  • Per migliorare il risultato conviene partire da una diagnosi dell’involucro e degli impianti, non dalla sostituzione casuale di un singolo componente.

Che cosa significa davvero avere una casa in classe G

La classe energetica G rappresenta il livello più basso della scala prevista per gli edifici residenziali in Italia. In pratica, segnala un’abitazione con una prestazione energetica molto lontana dagli standard più efficienti, spesso associata a consumi elevati per il riscaldamento, l’acqua calda sanitaria e, quando presenti, il raffrescamento e la ventilazione.

La valutazione viene riportata nell’Attestato di prestazione energetica, cioè l’APE. Il tecnico calcola l’indice EPgl,nren, espresso in kWh/m² all’anno, che rappresenta il fabbisogno annuo di energia primaria non rinnovabile per i servizi energetici dell’edificio.

Un dettaglio importante viene spesso trascurato. La classe G non corrisponde a una soglia fissa uguale in tutta Italia, come “oltre 250 kWh per metro quadrato”. Il valore viene confrontato con quello di un edificio di riferimento con caratteristiche simili per forma, posizione e superficie. Per questo due abitazioni in classe G possono avere valori numerici anche molto diversi.

Io considero la lettera G un campanello d’allarme tecnico, non una condanna dell’immobile. Dice che c’è molto margine di miglioramento, ma non spiega da sola quale intervento sia più conveniente né quanto spenderà realmente una famiglia.

Come si legge la scala da A4 a G

La classificazione va dalla A4, la più efficiente, alla G, la meno efficiente. Le classi intermedie sono A3, A2, A1, B, C, D, E e F. Il passaggio da una classe all’altra non equivale però a una percentuale fissa di risparmio in bolletta, perché il calcolo energetico e i consumi reali non sono la stessa cosa.

Classe Indicazione generale Situazione tipica
A4-A1 Prestazione molto alta Edifici recenti o riqualificati con involucro efficiente e impianti moderni
B-C Prestazione buona Consumi generalmente contenuti e comfort più stabile
D-E Prestazione intermedia Edifici con alcune dispersioni o impianti non completamente efficienti
F Prestazione bassa Fabbisogno energetico elevato e possibili interventi consigliati
G Prestazione molto bassa Edifici con dispersioni importanti, impianti datati o entrambi

Secondo i dati ENEA sulla certificazione energetica, le classi F e G rappresentano ancora una parte rilevante degli edifici italiani certificati. Il dato è coerente con la presenza di un patrimonio edilizio costruito in periodi in cui isolamento termico e rendimento degli impianti erano meno curati rispetto agli standard attuali.

Quando leggo un APE, non mi fermo mai alla lettera colorata. Controllo soprattutto l’EPgl,nren, le raccomandazioni del tecnico e i servizi inclusi nel calcolo. Sono questi elementi a spiegare dove l’edificio perde energia e quali lavori possono avere un effetto concreto.

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Perché un immobile finisce in classe G

La causa più comune è un involucro edilizio poco performante. Pareti senza cappotto, solai non isolati e coperture esposte al freddo possono disperdere una quantità significativa di calore, costringendo l’impianto a lavorare più a lungo.

Infissi e ponti termici

Finestre con vetro singolo, telai deteriorati o cassonetti non isolati favoriscono gli spifferi e la dispersione. Anche il ponte termico, cioè una zona della struttura in cui il calore passa più facilmente, può creare superfici fredde, condensa e muffa.

Impianti datati

Una caldaia vecchia, regolazioni approssimative o radiatori alimentati a temperature troppo alte possono peggiorare la prestazione complessiva. Lo stesso vale per climatizzatori obsoleti e sistemi privi di regolazione stanza per stanza.

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Edifici costruiti molti anni fa

Molte abitazioni realizzate prima dell’introduzione di requisiti energetici più severi non sono necessariamente mal costruite, ma hanno una protezione termica insufficiente rispetto alle aspettative attuali. In una casa degli anni Sessanta o Settanta, la classe G è quindi frequente e non sorprendente.

Un errore ricorrente consiste nel dare la colpa soltanto alla caldaia. Cambiare l’impianto può migliorare il rendimento, ma se pareti, tetto e finestre disperdono molto calore, il beneficio resta limitato. Prima di scegliere la tecnologia, preferisco capire da dove entra il freddo e da dove esce il calore.

Classe G e consumi reali non sono la stessa cosa

L’APE usa condizioni standard per confrontare edifici diversi. Le bollette, invece, dipendono dalle abitudini della famiglia, dalle temperature impostate, dalle ore di utilizzo, dal clima locale, dai prezzi dell’energia e dal numero di persone presenti in casa.

Per esempio, un appartamento di 80 m² in classe G potrebbe avere un fabbisogno teorico molto diverso da quello di una villetta di 180 m² nella stessa classe. Anche i consumi effettivi possono essere più bassi se il proprietario riscalda poco gli ambienti o utilizza raramente l’abitazione.

Per una stima più realistica conviene confrontare tre informazioni:

  • il valore di EPgl,nren indicato nell’APE;
  • i consumi storici di gas ed elettricità, possibilmente su almeno 12 mesi;
  • la superficie riscaldata e il tipo di impianto presente.

Non trasformerei quindi il dato energetico in una promessa di spesa annuale. Una classe G segnala un potenziale di consumo elevato, ma non permette da sola di prevedere l’importo delle bollette con precisione.

Si può vendere o affittare una casa in classe G

In Italia la classe G non impedisce automaticamente di vendere o affittare un immobile. Il proprietario deve però rispettare gli obblighi relativi all’Attestato di prestazione energetica, indicando la classe e gli indici previsti negli annunci immobiliari quando richiesto.

L’APE ha una validità massima di 10 anni, a condizione che siano rispettati gli obblighi di controllo degli impianti. Deve essere aggiornato se un intervento modifica la prestazione o la classe energetica dell’edificio. La normativa riportata da Normattiva prevede inoltre che l’attestato sia messo a disposizione dell’acquirente o del nuovo locatario nelle fasi previste dalla compravendita o dalla locazione.

Dal punto di vista pratico, una classe G può però influenzare la trattativa. L’acquirente potrebbe considerare il costo futuro di infissi, isolamento o impianti e chiedere una riduzione del prezzo. In questo caso è utile presentare non solo la lettera della classe, ma anche preventivi, diagnosi e lavori già programmati.

Non confonderei inoltre la classe energetica con la qualità generale della casa. Posizione, distribuzione degli ambienti, stato strutturale e qualità delle finiture restano fattori distinti. La prestazione energetica incide sulla convenienza d’uso e può incidere sul valore, ma non sostituisce una valutazione immobiliare completa.

Quali interventi possono migliorare una classe G

La soluzione dipende dalle cause individuate nell’APE o in una diagnosi energetica. In linea generale, conviene intervenire prima sulle dispersioni più importanti e solo dopo dimensionare o sostituire gli impianti.

Intervento Quando ha senso Limite da considerare
Coibentazione di tetto o solaio Quando le dispersioni verso l’alto o locali non riscaldati sono elevate Richiede spazio, progettazione e corretta gestione dell’umidità
Cappotto termico Quando pareti e facciate sono molto disperdenti Può essere complesso in condominio o su edifici vincolati
Sostituzione degli infissi Quando finestre e cassonetti sono vecchi o poco ermetici Non risolve da sola una forte dispersione delle pareti
Pompa di calore Quando l’edificio è abbastanza isolato e l’impianto è compatibile Prestazioni e costi dipendono da clima, terminali e isolamento
Regolazione e bilanciamento Quando l’impianto funziona ma distribuisce male il calore Il miglioramento può essere limitato se l’involucro è molto inefficiente
Fotovoltaico Quando c’è buona esposizione e consumo elettrico sufficiente Produce energia, ma non elimina le dispersioni dell’edificio

Per una casa in classe G, un pacchetto ragionato di interventi può richiedere da 10.000 a oltre 50.000 euro, a seconda di superficie, zona climatica, stato dell’immobile e profondità della riqualificazione. La sostituzione di alcuni infissi può partire indicativamente da qualche migliaio di euro, mentre cappotto, copertura e impianti possono aumentare rapidamente il budget.

Le cifre sono soltanto ordini di grandezza. Prima di impegnare il capitale chiederei almeno due o tre preventivi, verificherei la compatibilità tecnica degli interventi e confronterei il costo con il risparmio atteso. Un lavoro costoso non è automaticamente quello che migliora di più la casa.

Il modo più prudente per affrontare una casa in classe G

La prima mossa utile è recuperare l’APE completo e controllare la data di emissione, l’EPgl,nren, gli impianti considerati e le raccomandazioni finali. Se il documento è vecchio o l’immobile ha subito modifiche, può essere necessario aggiornarlo.

Il passo successivo è osservare la casa durante l’inverno. Stanze fredde, pareti umide, muffa negli angoli e differenze marcate tra gli ambienti sono segnali più utili di una semplice impressione in visita. In alcuni casi una termografia o una diagnosi energetica aiutano a distinguere il problema dell’involucro da quello dell’impianto.

Io eviterei tre decisioni prese di fretta. La prima è installare una pompa di calore in un edificio molto disperdente senza verificare i terminali. La seconda è cambiare tutti gli infissi senza risolvere ventilazione e ponti termici. La terza è acquistare un impianto fotovoltaico pensando che possa trasformare automaticamente una casa inefficiente in una casa a basso consumo.

La classe G può essere un punto di partenza valido per una riqualificazione, soprattutto quando il prezzo d’acquisto lascia margine per i lavori. La scelta diventa conveniente solo se si conoscono costi, priorità tecniche e risultato realistico, invece di inseguire una lettera più alta senza valutare il percorso necessario.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La classe G indica una prestazione energetica molto bassa e si basa sull’indice EPgl,nren, espresso in kWh/m² all’anno. Il valore viene confrontato con quello di un edificio di riferimento simile per forma, posizione e superficie, quindi non esiste una soglia fissa uguale per tutte le abitazioni. Due case nella stessa classe possono perciò avere valori energetici differenti.
Non necessariamente. L’APE usa condizioni standard, mentre le bollette dipendono da temperature impostate, ore di utilizzo, clima, prezzi dell’energia e numero di persone presenti. Per una stima più realistica bisogna confrontare EPgl,nren, consumi storici di almeno 12 mesi, superficie riscaldata e tipo di impianto.
La classe G non vieta automaticamente vendita o locazione, ma nei casi previsti devono essere rispettati gli obblighi relativi all’APE, compresa l’indicazione della classe negli annunci quando richiesta. L’APE ha validità massima di 10 anni se sono rispettati gli obblighi di controllo degli impianti e va aggiornato quando i lavori modificano prestazione o classe energetica.
È prudente partire da una diagnosi dell’involucro e degli impianti, individuando le dispersioni principali. In base al caso possono essere utili isolamento di tetto o solaio, cappotto, sostituzione degli infissi, regolazione dell’impianto o pompa di calore, mentre il fotovoltaico produce energia ma non elimina le dispersioni. Una riqualificazione può costare da 10.000 a oltre 50.000 euro, in base a superficie, zona climatica e profondità dei lavori.
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Autor Cleros Amato
Cleros Amato
Mi chiamo Cleros Amato e da 15 anni mi dedico con passione al mondo della ristrutturazione edilizia, con un occhio di riguardo per il design esterno e l'efficienza energetica. Ho iniziato questo percorso mosso da un profondo interesse per come trasformare gli spazi abitativi, rendendoli non solo più belli ma anche più funzionali e sostenibili. Sul sito grestone.it, il mio obiettivo è condividere conoscenze approfondite e pratiche, analizzando le tendenze, confrontando soluzioni e cercando sempre di semplificare concetti complessi per offrire informazioni utili, accurate e aggiornate. Credo fermamente nell'importanza di un approccio informato e consapevole quando si tratta di migliorare la propria casa, e spero che i miei contenuti possano esservi d'aiuto in questo percorso.
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